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Pesce finto – il Caffè

16 Giugno 2013

Sarà finto ma il sapore di mare è vero. Sovrumani silenzi e profondissima quiete, io nel pensier mi fingo. Con queste parole Leopardi ci rivela che la finzione è la sorgente della poesia. E non ha niente a che fare con la menzogna. Ma piuttosto con la trasfigurazione della realtà. E quello che si fa con le parole si può fare anche con il cibo. Lo sanno bene le cucine della scarsità, costrette da sempre a fare le nozze con i fichi secchi. A nutrirsi di simulazioni, surrogati, succedanei per evocare lo spirito di ingredienti mancanti. Trasformando ragnatele di fame in licenze poetiche del gusto. 

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