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Menta – il Caffè

17 Aprile 2016

Le metamorfosi di Mintha… stuzzica ogni tipo di appetito. Mintha era una bellissima ninfa amata da Ade, il re degli inferi. Come da copione, la regina fiuta il tradimento, fa a pezzi la rivale e la sotterra. Fortunatamente la storia non si conclude con un femminicidio, ma con una metamorfosi. Infatti la giovane seduttrice dopo un po’ rispunta dalla terra sotto forma un cespuglio di menta e con la sua aura piperita diventa il simbolo delle schermaglie amorose. E al tempo stesso delle ragazze da marito, che nella Grecia antica si coronavano di mentuccia.

Dioscoride, il più celebre medico ed erborista della Roma imperiale, diceva che la menta eccita i sensi. Ma in quell’epoca si credeva anche che le foglioline verdi fossero degli anticoncezionali naturali. Insomma opportunamente strofinate, eccitano il desiderio, ma allontanando le conseguenze dell’amore.

La mitizzazione delle piante officinali non è però monopolio del Mediterraneo. Infatti nelle lontane isole dei mari del Sud questa pianta aromatica veniva usata nei sortilegi d’amore. Quando i maschioni delle isole Trobriand volevano conquistare una donna, si strofinavano il corpo di menta, sicuri che la prescelta avrebbe avvertito il profumo del sexappeal e ne sarebbe stata irresistibilmente attratta. Nel pudico Giappone, le foglie venivano sparse tra le lenzuola come afrodisiaco. Mentre nel mondo islamico, dove il tè alla menta è un must, il mazzolino profumato è un pegno d’amore.

Insomma stuzzica decisamente gli appetiti. Ma non solo quelli amorosi. Anche quelli più prosaici. Come sanno bene tutti gli appassionati di mojito, havana e mint julep. In Olanda i ragazzi bevono enormi tazze di acqua calda, miele e rami di menta fresca, per depurarsi, dissetarsi, riscaldarsi e anche corteggiarsi. Piluccando spiedini di melone, gamberi, avocado e salsa alla menta. Inzuppando polpettine di agnello nello tzatziki. O sgranocchiando dei rolls Vietnamiti.

Le varietà sono tante. Piperita, limonata, verde, marocchina, corsa, canadese, banana. In Spagna la chiamano erba buona. In Francia erba di SaintLaurent. In molti paesi si chiama erba di Santa Maria, perché la vergine l’aveva benedetta durante la fuga in Egitto, quando le aveva dato conforto nell’arsura del deserto. Forse per questo si usava come segnalibro nelle Bibbie. Insomma, un dissetante come Dio comanda. [PDF Download]

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