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Il regality show della Cenerentola femminista – il Mattino

20 maggio 2018

Nozze da favola per i fans dell’amore reale. Circa due miliardi di spettatori, cui Meghan e Harry ieri hanno regalato lo spettacolo della loro love story. Allo stesso tempo unica e comune, regale e essenziale, formale e sensuale, gioviale e leale.

E proprio questa difficile convivenza tra un rito tradizionale come il royal wedding e una relazione anticonvenzionale come quella tra l’attrice californiana e il piccolo principe, ha reso la loro unione più audace di quella tra William e Kate.
Perché la splendida ragazza americana aveva nel suo arco una sola freccia. Se stessa. E di certo non le ha spianato la strada verso Kensington Palace il fatto di avere una mamma afroamericana, psicoterapeuta, alternativa, insegnante di yoga e per di più con acconciatura rasta. Anche se addolcita da un impeccabile abito verde mela.
E ancor meno l’ha aiutata il padre yankee. Il grande assente della cerimonia. Tecnico delle luci a Hollywood, ormai in bancarotta, che ha venduto sottobanco un po’ di foto ai media, rovinandosi quello straccio di reputazione che la figlia gli aveva abilmente cucito addosso.
Per esempio raccontando che quando era bambina lui la consolava amorevolmente ogni volta che era vittima del bullismo razzista dei suoi compagni di scuola o delle angherie burocratiche delle istituzioni scolastiche. Che le chiedevano insistentemente a quale razza appartenesse. Bianca o nera? E lei, coraggiosa e fiera, per non tradire né mamma né papà, ha iniziato a definirsi bi-razziale. Un’auto rappresentazione insolita, ma in linea con il carattere indipendente e battagliero di questa giovane donna.
In fondo la vita di Meghan fino ad ora è stata davvero bicolore. Un po’ bianca e un po’ nera. Maltrattata e fortunata. Sposata e divorziata. Gossippata e riservata. Sconsolata e innamorata. Ora che nella sua vita è arrivato il cocco di Lady Diana, tante donne e uomini vedono nella sua vertiginosa ascesa sociale una vittoria delle persone comuni. La riscossa dei Vic, very common people. Senza sangue blu, ma in compenso con emozioni genuine che scorrono nelle vene.
E ieri questa Cenerentola femminista ha incantato il mondo. Anche con le sue scelte coraggiose e inaspettate. Come il suo ingresso da single nella cappella di St. George. Reso ancor più forte dall’assenza del tradizionale codazzo di damigelle virginali in cerca di marito. Sostituito invece da un nugolo di paggetti e damigelline che rappresentavano le diverse nazioni del Commonwealth. Come dire un’accattivante raffigurazione del multiculturalismo in versione mignon. E decisamente azzeccato anche il vestito minimalista disegnato da Clare Waight Keller, la prima donna britannica a ricoprire la carica di direttore artistico della leggendaria maison Givenchy. In fine è arrivato il tocco black. Con il reverendo di Chicago Michael Curry che, con il suo sermone alla Martin Luther King, pittorescamente sopra le righe, ha fatto sobbalzare sugli scranni la compassatissima aristocrazia british. Comunque il messaggio è giunto forte e chiaro. “L’amore è la strada giusta”.
Anche se l’emozione più forte l’ha suscitata il coro gospel che ha intonato una commovente “Stand by me”, che è risuonata sotto le volte austere di Windsor come una promessa di amore tra gli sposi. Ma anche come una promessa di vicinanza ai meno fortunati. Una dichiarazione di impegno nelle numerose cause sociali e umanitarie che li attendono. E c’è da scommettere che per i duchi di Sussex sarà un successo.
Insomma questa storia è la versione contemporanea di Cenerentola, morale compresa. Se sei bella da mozzare il fiato, hai molto coraggio e il tuo animo è sincero, prima o poi la vita ti sorriderà. E un principe ti salverà. Amandoti senza se e senza ma. Nonostante il tuo papà.
Se credi fino in fondo in te e nel tuo talento cambierai il tuo destino. E anche quello degli altri. A partire da quello della casa reale britannica, che ieri ha accolto come una figlia una ragazza qualsiasi di Los Angeles, senza antenati blasonati e pedigree certificati. Ed è stato proprio il desiderio di godersi lo spettacolo dell’amore ad aver spinto il popolo delle serie TV a regalare uno share planetario alla diretta della vita. Dimenticando per un giorno i reality per sintonizzarsi sul “Regality Show”.

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Elisabetta Moro
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