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Extravergine – il Caffè

1 Maggio 2016

Una salutare spremuta di olive che gratifica mente e corpo. Ci voleva una vergine per darci l’extravergine. Così la pensavano i Greci che attribuivano l’invenzione dell’olivicoltura ad Atena, l’illibatissima figlia di Zeus. Che ha dato il suo nome ad Atene, città simbolo della democrazia occidentale. Come dire che il mito attribuisce all’olio un valore insieme dietetico e politico. Facendone un emblema del mediterraneo, nelle arti della cucina, come in quelle del governo.

Secondo la tradizione ebraico-cristiana, invece, il primo seme dell’olivo sarebbe caduto dal Paradiso terrestre e atterrato sulla tomba di Adamo. In altre parole, la storia dell’olio comincia con quella dell’uomo. In ogni caso viene da molto lontano, visto che il codice babilonese di Hammurabiy, ben 2500 anni prima di Cristo, ne regola già la produzione e la vendita. Da allora il succo dorato delle olive diventa fonte di ricchezza ed emblema di potere. Usato per consacrare re, sacerdoti e potenti, cioè tutti coloro che vengono prescelti dall’alto, gli unti del Signore. In primis Cristo, che significa letteralmente unto. In realtà i poteri simbolici dell’olio derivano dai suoi caratteri fisici. Proprio perché unge, congiunge e disgiunge. Come fa con le foglie dell’insalata. E come fa con i congegni meccanici. Ma anche con i meccanismi della burocrazia. Che, come si usa dire, devono essere ben oliati per non incepparsi.

Insomma questo liquido straordinario è una panacea per tutti i mali. Allunga la vita e la rende anche più saporita. E adesso la medicina certifica nel suo linguaggio scientifico quei poteri che una volta venivano attribuiti alla sua origine magica o religiosa. Oggi però la magia parla un linguaggio antiossidante. E il suo abracadabra è fatto di parole come polifenoli. O come Mufa, che sta per acidi grassi monoinsaturi. Ma, intendiamoci, nonostante abbia poteri miracolosi, l’olio non va usato come un farmaco. Ma piuttosto, come una riserva di energia pulita e di piacere sano. Perché niente come una bruschetta, o come un giro d’olio sui fagioli, o su una caprese e, perché no, su una grigliata, mette d’accordo le esigenze del gusto e quelle della salute. In verità, questa spremuta vegetale che fa scorrere oro nel piatto gratifica insieme la coscienza e la bilancia. [PDF Download]

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